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I segreti della moderna partita a scacchi

Watson John

Seguito del best seller Un Secolo di Scacchi. In questa nuova opera, che ne costituisce il naturale seguito, Watson prosegue nella sua ricerca per individuare cosa distingue il modo in cui ragionano oggi i grandi maestri da quello dei loro predecessori.


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Seguito del best seller Un Secolo di Scacchi
Fino a pochi anni fa per gli scacchisti il nome di John Watson richiamava l’immagine di un teorico scrupoloso e di un attento ricercatore. Poi uscì quel suo libro davvero rivoluzionario tradotto in Italia con il titolo Un secolo di Scacchi, ed essi scoprirono che il MI americano aveva ricostruito e descritto l’evoluzione del gioco ai più alti livelli come nessuno prima di lui era riuscito a fare.

In questa nuova opera, che ne costituisce il naturale seguito, Watson prosegue nella sua ricerca per individuare cosa distingue il modo in cui ragionano oggi i grandi maestri da quello dei loro predecessori. Qui il taglio è meno teorico che in Un secolo di scacchi: sotto il microscopio dell’autore non passano più frammenti di importanza storica, ma partite intere - quasi tutte disputate nell’ultimo ventennio dai più illustri portabandiera dello scacchismo moderno e ogni tanto confrontate con le creazioni dei grandi del passato - scelte perché illustrano uno o più temi in cui lo scarto fra il vecchio e il nuovo approccio al gioco è particolarmente netto.

Watson non cede mai, come avevano fatto a volte gli ipermoderni degli anni Venti e Trenta, ad una sorta di dogmatismo alla rovescia, per cui tutte le vecchie regole sono da buttare. Al contrario, gli interessa dimostrare come la strada scelta dai campioni di oggi per trovare la mossa giusta passi sempre dall’esatta posizione che hanno di fronte sulla scacchiera più che da ‘scorciatoie’ per arrivare alla verità, le quali sono appetibili specie per i giocatori meno esperti ma che non possono tener conto di tutti quei fattori le cui specifiche peculiarità, strategiche e tattiche, sarebbero molto difficili da individuare per il comune appassionato senza una preziosa guida come quella che offre questo libro.

L’approccio di Watson, come egli stesso dichiara, è quello dell’osservatore più che del didatta. Egli ci dimostra come siano oggi molto più frequenti rispetto a mezzo secolo fa le partite in cui un gm accetta di rimanere con pedoni doppiati e isolati, oppure esegue manovre di Cavallo a prima vista lunghe ed inconcludenti, o ancora ritarda lo sviluppo in maniera fino a ieri ritenuta scandalosa. Nel perseguire quest’obiettivo, l’autore ci fa gustare decine di partite tra le più belle, creative e fantasiose disputate negli ultimi anni e, sensazione emozionante, ogni volta che metteremo giù il libro dopo averlo studiato sentiremo di aver assorbito, senza nessuno sforzo, qualcosa di quell’elasticità mentale e di quel pragmatismo.

John Watson risiede in California ed è Maestro Internazionale. Da tempo ha ridotto l’attività agonistica per dedicarsi all’insegnamento e alla stesura dei suoi libri alcuni dei quali, come quelli sull’Apertura Inglese e sulla Difesa Francese, oltre al già ricordato Un secolo di scacchi, sono fra i testi più venduti degli ultimi anni e hanno ricevuto premi in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Tiene anche un’apprezzata rubrica su Internet.


Information
  • Casa editrice Prisma
  • Code 5347
  • Anno 2004
  • Pagine p. 464

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