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Remo Calapso

Giudici - Nestler

Volume unico su una figura prestigiosa dello scacchismo italiano poco conosciuta ai più.

Calapso è stato uno scacchista di primo livello. Proveniva da una famiglia di matematici e di scacchisti, ed eccelse in entrambe le discipline. 
Remo Calapso affrontò giocatori di primissimo piano conseguendo risultati encomiabili. Tra questi va menzionata una patta con il campione del mondo Tigran Petrosian, ottenuta al 6º turno del torneo di Venezia 1967 e un drammatico successo contro Mariotti a Bari 1971.


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Volume unico su una figura prestigiosa dello scacchismo italiano poco conosciuta ai più.

Maestro a tavolino dal 1924, giocatore per corrispondenza (1925-26; 1929-30), problemista e solutore di problemi, fu collaboratore de «L'Italia Scacchistica» (1926).

Calapso è stato uno scacchista di primo livello. Fu a Messina per una buona parte della sua vita, non a caso è spesso considerato messinese d'origine. Proveniva da una famiglia di matematici e di scacchisti, ed egli eccelse in entrambe le discipline. Suo nonno, Catello Calapso, era stato a sua volta un buon giocatore e problemista. Remo Calapso affrontò giocatori di primissimo piano conseguendo risultati encomiabili. Tra questi va menzionata una patta con il campione del mondo Tigran Petrosian, ottenuta al 6º turno del torneo di Venezia 1967 e un drammatico successo contro Mariotti a Bari 1971.

Lo stesso Petrosian ricordò – sulla rivista russa "Shachmatnaja Moskva" – un curioso evento avvenuto al torneo di Venezia, a seguito di quel pareggio, quando gli si avvicinò indispettito il GM Janosević. Questi così si rivolse al campione del mondo in carica: "Come avete fatto a pattare con lui?” - disse Janosević. – “Vi farò vedere io come si deve giocare!”. Due giorni dopo, al 9º turno, Calapso guidò i pezzi bianchi contro Janosević giocando in maniera molto precisa, tanto che già alla ventesima mossa il grande maestro jugoslavo si ritrovò con il lato di Donna completamente privo di pezzi, per poi essere costretto ad abbandonare dopo poche mosse.

Vincenzo Nestler, il giocatore siciliano più forte dell'era moderna, imparò a giocare a Messina, proprio a casa dell'amico Calapso. Calapso era uso farsi radere da un barbiere presso la propria abitazione, e durante la barba non disdegnava di giocare varie partite alla cieca contro alcuni oppositori. In una di quelle occasioni, quando Calapso stava giocando quattro partite alla cieca, era presente anche Nestler che rimase colpito ed affascinato da questa capacità, ed a seguito di quell'evento si dedicò con impegno agli scacchi, divenendo il forte giocatore che l'Italia ricorda.


Information
  • Casa editrice Edizioni Scacco!
  • Code RC2701us
  • Anno 1976
  • Pagine p. 84 con diverse foto

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