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La partita di Re, parte prima - 2a mano rarissimo

Giorgio Porreca

Parte prima:

PARTITA D'ALFIERE - PARTITA VIENNESE - PARTITA DEL CENTRO - GAMBETTO DI RE - DIFESA PHILIDOR - DIFESA RUSSA - PARTITA PONZIANI - PARTITA DEI QUATTRO CAVALLI - GAMBETTO EVANS - PARTITA ITALIANA - GIOCO PIANO - DIFESA DEI DUE CAVALLI

Libro di seconda mano in buone condizioni, qualche macchia sulla copertina interno ottimo.


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Description

Nel secolo scorso il 90% delle partite cominciava con la spinta del pedone di Re e il Nero per lo più rispondeva con la spinta simmetrica. Perché avveniva ciò e si trascuravano invece altre possibilità di aprire il gioco?

Come si è avuto già occasione di esporre nella storia del pensiero scacchistico presentata nel « Manuale teorico-pratico delle aperture » (ed. Mursia, IV ed. 1976), le idee poste alla base delle aperture hanno ricevuto uno sviluppo lento ma costante, secondo una logica dettata dalle esperienze accumulate nel tempo. Lo scacchista primitivo, appena scoprì che la casa f7 (ovvero f2) era il punto più debole dello schieramento iniziale, fu subito indotto ad aprire il gioco con la spinta del Pe2, in modo da sviluppare rapidamente due pezzi a lungo raggio d’azione come la Donna e l’A. R., idonei per operare attacchi combinati sul punto nevralgico f7 (ovvero f2). In breve l’esperienza dimostrò che se il Bianco poteva aprire le linee a suo favore, aumentavano le possibilità di conquistare una posizione di attacco (onde l’invenzione dei gambetti, primo tra i quali il gambetto di Re, diretto ad aprire una verticale proprio sul punto f7); inoltre si scoprì che se si riusciva ad occupare lo spazio centrale, si poteva godere di una maggiore manovrabilità dei pezzi (onde l’interesse a proiettare uno o due pedoni al centro, palese in modo particolare negli impianti indicati da Gioacchino Greco).


Information
  • Casa editrice Edizioni Scacco!
  • Code SCre1us
  • Anno 1978
  • Pagine p. 170

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