La Scacchiera d'Oro

Questo racconto è opera di fantasia, l’unica cosa vera oltre i fatti storici è la scacchiera: “Jewell Royale” della gioielleria londinese Boodles. Di fantasia sono i suoi proprietari e la sua storia. Ho voluto anche in questo romanzo riportare per intero le partite a scacchi svolte dai protagonisti. Le annotazioni scacchistiche e i diagrammi non devono spaventare il lettore non esperto, sono un contributo in più alla descrizione dell’azione, che può essere goduto arricchendo il racconto o ignorato secondo le proprie preferenze.


Secondo thriller di Stefano Sala, maestro del Noir scacchistico


"Gli scacchi sono, una volta di più, il telaio col quale Sala tesse la sua storia, scansando ad arte i luoghi comuni e le banalità che circondano il gioco dei re, e ricorrendo, invece, a metafore fresche, di una forza propulsiva e propositiva capace di avvincere. "(Andrea Taffi) 

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Descrizione

Details

Ho sentito raccontare che una volta, quando in Persia c’era
non so quale guerra, quando l’ invasione nella Città bruciava
e le donne gridavano, due giocatori di scacchi giocavano il loro
gioco continuo…
Fernando Pessoa

Nel momento in cui l'Europa cristiana annaspava faticosamente per uscire dal buio del Medioevo nella civiltà islamica invece fioriva la conoscenza.
Non ci fu campo del sapere in cui i musulmani non conseguirono un incontestabile primato e così avvenne anche nell’immortale gioco degli scacchi. Poi all’incirca dall’inizio del XIII secolo, la luce, lentamente ma inesorabilmente, incominciò a spegnersi…

Salman, un ricco emiro dell’Oman, s’interroga, inseguendo sogni e storie fantastiche sui motivi di questa decadenza ed è attraverso il gioco degli scacchi che proverà a inaugurare un nuovo rinascimento islamico e per farlo avrà bisogno del genio, della sregolatezza e della fantasia di un giovane scacchista palermitano: Rodolfo, una promessa, un Candidato Maestro, una speranza della federazione, una vita in attesa dell’occasione che lo possa finalmente consacrare.

 In questo secondo noir l’Autore si sposta nelle piazze della narrativa italiana, e con tutto il suo prezioso armamentario, fatto d’immagini e colori saturi, racconta la sua storia, i suoi messaggi, i suoi simboli e le sue metafore, mescolandoli con la pura arte del narrare, proprio come un prestigiatore ci nasconde i suoi trucchi con la sua abilità manipolativa o un abile cuoco fa scomparire gli ingredienti con la loro sapiente amalgama.

Agganciati dal bellissimo incipit del romanzo e poi, via via, letteralmente ipnotizzati dal susseguirsi incalzante delle vicende, siamo coinvolti dall'esito drammatico degli avvenimenti, quando alla fine si capisce che la terribile partita iniziata nella tundra non potrà concedere neppure una patta.

Questo racconto è opera di fantasia, l’unica cosa vera oltre i fatti storici è la scacchiera: “Jewell Royale” della gioielleria londinese Boodles. Di fantasia sono i suoi proprietari e la sua storia. Ho voluto anche in questo romanzo riportare per intero le partite a scacchi svolte dai protagonisti. Le annotazioni scacchistiche e i diagrammi non devono spaventare il lettore non esperto, sono un contributo in più alla descrizione dell’azione, che può essere goduto arricchendo il racconto o ignorato secondo le proprie preferenze.

Stefano Sala è nato a Palermo nel 1949 e vive in Toscana. E' un appassionato ed entusiasta scacchista, ha lavorato in campagna, ha gestito una libreria per poi girare il mediterraneo a bordo di una barca a vela, ama la montagna e il trekking.  Ha scritto diversi libri: “Un anno su Cochise”, “La scimmia sulla spalla”, una raccolta di racconti “Una partita a scacchi giocando con la vita”, “Il sacrificio dell’alfiere”. La Scacchiera d’Oro è il suo secondo Noir.  

 

 

 

Informazioni Aggiuntive

CODICE PRODOTTO 6950
Autore Sala Stefano
Anno 2016
Pagine p. 260
Editore LE DUE TORRI
Referenza Cod. 6950
ISBN 9788896076606

Recensioni

Una conferma travolgenteReview by Roberto Giuliani
Recensione
Che Stefano "scrivesse bene" lo sapevo da tempo, ma la lettura di questa sua ultima fatica mi ha travolto. Ho letto il romanzo in poche ore spinto dal crescente desiderio di scoprire il finale. Ciò che mi ha colpito, oltre agli incastri della storia è stato anche quello che si intravede del grande lavoro di studio per la preparazione, e non solo per la parte "storica" sull'Islam, ma anche per cose molto più "banali" (ad esempio la tecnica di disattivazione dell'impianto di allarme per portare a termine il furto della Scacchiera).
Un particolare secondario ma che secondo me da pienamente l'idea del gigantesco lavoro che affianca la creatività la capacità di tratteggiare i caratteri dei principali protagonisti, la scrittura scorrevole e fluente.
Infine una precisazione, si tratta di un Romanzo Noir al 100% dove gli scacchi, ( lo dico per quelli come me che non sono appassionati di questo gioco) sono solo un piccolo piacevole spunto. (Posted on 27/03/2017)
Come acqua di sorgenteReview by Riccardo Cardarelli
Recensione
Come acqua di sorgente la scrittura di Stefano Sala è naturale e genuina. Anche questo romanzo (ho letto tutti i suoi libri) si fa leggere tutto di un fiato per la sua costruzione lineare e non, come spesso accade nei noir, artificiale. Devo anche dire che ancora non so giocare a scacchi ma leggendo i romanzi ed i racconti di Sala sono affascinato da quel mondo e prima o poi proverò.
Riccardo Cardarelli (Posted on 29/09/2016)
L'arte del raccontareReview by trafix
Recensione
Stefano Sala sa raccontare, e lo fa con la leggerezza e la semplicità che servono per scrivere storie che non si dimenticano. Usa gli scacchi e le sue infinite metafore come pochi narratori sanno fare: con originalità ed efficacia. (Posted on 27/07/2016)
GLI SCACCHI DI STEFANO ORMAI SONO SOLO A COLORIReview by Glauco
Recensione
la Sicilia è lo sfondo di questo libro di Stefano Sala , un intrigo internazionale coinvolge un abile giocatore di scacchi Rodolfo e un principe arabo Salman in una avvincente lotta tra i sogni e le opprimenti realtà della povertà, della disoccupazione e dei violenti rapporti padre-figlio.
Rodolfo rappresenta l' antieroe , il principe è l'uomo bambino vissuto con le favole di Andersen e le affascinanti storie che il suo precettore gli narra per farlo sognare .
Rodolfo è pronto a rubare ma, ancorché nella disperazione economica, è rispettoso delle regole del gioco .
l'antica arte della falconeria e la realtà palermitana si avvicendano in una sottile storia ricca di fantasia e di vita.
Quando il sogno diviene realtà , quando il gioco termina e si rimane soli con i propri limiti la razionalità si confonde e la corsa verso la libertà pone la parola fine ad un destino già scritto.
Stefano Sala veleggia con facilità nei luoghi della sua infanzia , conosce bene le realtà di Palermo e con una consolidata maestria conduce la partita .
La scacchiera d'oro su cui gioca apre al mondo , gli scacchi di Stefano ormai sono solo a colori.
Glauco Senesi
(Posted on 14/07/2016)

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Il sacrificio è forse il tema tattico più spettacolare del gioco degli scacchi. Tramite di esso sono state scritte pagine indimenticabili nella storia del Nobil Gioco. Come dice il suo nome, consiste nel sacrificare volutamente un pezzo del proprio schieramento al fine di ottenere un vantaggio spesso decisivo.

La scelta se accettare il sacrificio o rifiutarlo, impedendo in questo caso il suicidio del pezzo sacrificato, crea come ogni scelta, sia negli scacchi che nella vita (di cui gli scacchi sono la chiara metafora) delle conseguenze per il giocatore avversario.
Giorgio, il protagonista, dovrà sperimentarlo sulla sua pelle perché il limite fra la vita e la morte non è nel nostro arbitrio.

Una lettura intrigante e avvincente, un Noir duro e implacabile che non ci abbandona una volta deposto il libro. Continua a girarci intorno aspettando con noi che il fuoco si spenga del tutto.